romantasy
che cos'è il romantasy?
il termine è dato dalla crasi tra le parole inglesi "romance (novel)" e "fantasy" e indica un genere letterario, in cui la componente narrativa fantastica si accompagna a un elemento di romanticismo molto forte. si è registrato un uso massivo di questo termine a partire dal 2015 e l'incremento nella sua applicazione è stato costante fino a raggiungere una diffusione incredibile dal lockdown in poi.
qual è la differenza tra il "nuovo" romantasy e qualsiasi altro genere letterario fantastico con una parte importante di romanticismo?
la verità è: nessuna. romanzi con contenuto fantastico un'importante trama romantica sono esistiti da decenni e hanno le loro radici nella narrativa postbellica. ma in realtà storie epiche d'amore risalgono alla nascita stessa dell'uomo. sarebbe più utile, forse, per un lettore distinguere tra romantasy e fantasy classico. tipo: qual è la differenza tra la saga di ACOTAR (su cui tornerò dopo) e quella di GOT? un discrimine che potrebbe essere individuato è: il fatto che nel primo la parte amorosa è inestricabile rispetto al resto della trama, nel secondo invece la storia potrebbe potenzialmente proseguire anche se quella parte venisse eliminata.
tuttavia, questa definizione è insoddisfacente e non basta a circoscrivere una tendenza letteraria che ha una portata immensa e invero molto antica.
ACOTAR
la sigla sta per "a court of thorns and roses", primo volume, che dà il nome alla saga stessa, di una serie di libri dell'autrice sarah j maas. l'uscita del romanzo risale ormai a 10 anni fa, ma la sua freschezza editoriale si sente ancora: il romanzo è al contempo il padre dei romantasy moderni, il suo principale esponente e tuttora uno dei libri più letti in tutto il mondo. la trama del romanzo è la seguente: feyre, una ragazza umana bellissima, viene trascinata nel mondo delle temibili fate per scontare un crimine di sangue e finisce per innamorarsi del suo aguzzino, un bellissimo uomo-fata di nome tamlin. in realtà la trama è molto più complessa, perché dal primo libro ne sono nati altri cinque e la saga è molto al di qua dal venire conclusa, vista l'introduzione di così tanti personaggi e subplot. sarah j maas è l'autrice di punta della sua casa editrice, la bloomsbury, ed era nota fino al 2015 per un'altra saga molto famosa, TOG (acronimo di throne of glass). attualmente ha un'ulteriore saga a suo carico: crescent city, che al momento consta di una trilogia in sicura espansione entropica, come le altre saghe. la sarah j è una miniera d'oro per l'industria libraria americana ed è idolatrata con molto amore da numerosissimi lettori (dovrei dire: lettrici, ma ci arriverò più tardi). non posso non confessare che è così anche per me: dopo anni e anni di blocco del lettore, grazie al consiglio di un'amica che ha avuto la mia stessa esperienza, sono tornata a leggere con profitto proprio grazie al rinnovato interesse nella lettura che mi ha suscitato l'avventura di ACOTAR. ho divorato tutta la saga in poco più di un mese e ne sono rimasta incantata: tutto il fascino e l'emozione della lettura, cose che credevo perse dopo l'adolescenza, sono tornate grazie all'immersione in un nuovo tipo di mondo fantastico fatto per giovani adulti. la scoperta o riscoperta della lettura, avvenuto grazie a un romantasy, non è un fatto isolato a me e alla mia amica: dai social sono venuta a conoscenza che tale esperienza catartica e quasi spirituale è capitata a moltissime ragazze e giovani donne, che hanno creato dal nulla nuove comunità di lettrici appassionate (ne è la prova il fatto che l'hashtag #romantasy ingloba circa 400.000 video su tiktok).
romantasy e ya fantasy
c'è un'altra importante distinzione ontologica da fare in ambito letterario: quella tra romantasy e fantasy destinati a un pubblico di giovani adulti (target: 13-18 anni). quando nel 2015 uscì il primo volume di ACOTAR ci fu un terremoto incredibile nell'industria editoriale. al tempo, e per i 10 anni precedenti, i romanzi con un plot simile a quello di ACOTAR erano etichettati come ya. una storia di fate con un elemento romantico non poteva che essere etichettato come tale. del resto venne pubblicizzato dalla casa editrice come un retelling della fiaba della bella e la bestia. nel 2015 questo tipo di romanzi era estremamente popolare e aveva al suo fianco dei generi "fratelli", come ad esempio la valanga di romanzi distopici seguiti alla pubblicazione di hunger games. peccato che le lettrici di tutto il mondo non fossero preparate ad ACOTAR, che rappresenta un caso sui generis - o almeno lo rappresentava una decina di anni fa, prima che migliaia di altri romanzi lo imitassero o seguissero le sue orme più o meno da vicino. infatti, se il plot presentato dalla casa editrice fosse all'apparenza abbastanza prevedibile, in realtà il pubblico per cui era pensato è quello formato da donne di età più avanzata, ossia 19-25, quello che poi sarebbe diventata la platea dei romanzi *new adult*, di cui ACOTAR fu uno dei primi. la protagonista, feyre, è una ragazza di 19 anni, quindi di poco più grande delle adolescenti che sono solite leggere romanzi fantasy, però la trama è imbastita di una serie di dettagli, quali carneficine e scene esplicite, poco appropriati a loro. il romantasy, quindi, come genere va sicuramente scisso dal ya fantasy per queste motivazioni, oltre che, come detto prima, per una preponderanza della storia d'amore su quella d'avventura fantastica.
romantasy & spice
i detrattori delle lettrici di romantasy spesso usano come arma contundente per "ferirle" il fatto che una parte consistente della trama dei romanzi è occupato da scene di sesso molto grafiche e dettagliate. certo, questo è vero per alcuni romantasy, che di sicuro non rientrano tra i migliori prodotti del genere, ma non per la stragrande maggioranza. diciamo che la prerogativa del genere di dare molta importanza al sottotesto amoroso fa' sì che tale aspetto venga esagerato da chi odia il genere. prendiamo ancora in esame il romanzo ACOTAR. nel primo libro della saga le scene esplicite sono solamente due, a fronte di un totale di 500 pagine di testo. progressivamente, il numero di scene di questo tipo è effettivamente cresciuto, soprattutto nell'ultimo romanzo (per ora) della serie, che ha ben 7 scene esplicite; si tratta, però, pur sempre, di un tomo di più di 700 pagine! c'è quindi una sproporzione tra le scene esplicite presenti di fatto nel libro e quelle percepite. è ovvio che l'accusa più semplice per smontare una fanbase riunita attorno al romantasy è che si tratti di un gruppetto di ragazzine che leggono libri smut (così si chiamano i romanzi ad alto tasso di scene erotiche) senza dare importanza alla trama, pur scontata e stupida, di tutto il libro. è chiaro che la realtà è un'altra e che a questa percezione diffusa ha contribuito la pubblicità dei post di elogio delle smut in generale - ironici o meno che fossero. e anche se una donna leggesse romantasy solo per le scene erotiche che male ci sarebbe? certo, sarebbe ben più facile accedere a un certo tipo di siti, ma nessuno ha mai avanzato la pretesa che il romantasy fosse un genere impegnato e destinato a un pubblico colto, né che le lettrici non possano avere interessi molteplici ed essere in grado di leggere tanto ACOTAR quanto guerra e pace o il capitale. alla fine di una dura giornata di lavoro, una giovane donna non può sdraiarsi sul divano a leggere i suoi *smutty books* senza sentirsi in colpa?
il romantasy come fantasy femminista
pare chiaro ormai che il romantasy sia un genere letterario dedicato per lo più a un pubblico femminile. prova ne è il fatto che le protagoniste di tali romanzi sono giovani donne - dai 18 ai 25 anni in genere - che vivono avventure straordinarie, proprio come i loro omologhi maschi nei romanzi epic fantasy tradizionali. è questo il punto: fino a pochi decenni fa il panorama fantasy era interamente dominato da figure maschili. i classici del genere sono il signore degli anelli, harry potter e simili, romanzi in cui il protagonista è un essere di genere maschile, non necessariamente umano, ma con tutte le caratteristiche di un giovane eroe. le donne sono presenti in questi romanzi, a volte anche in maniera copiosa; tuttavia, sono dei personaggi secondari oppure dei begli oggetti del desiderio da conquistare alla fine dell'avventura, come sempre è stato nelle saghe epiche generatesi in ambiente patriarcale. per la prima volta, invece, un genere letterario è dominato totalmente da figure femminili, che hanno assorbito tutti i tropi e le caratteristiche degli omologhi maschili, ma le hanno reinterpretate alla luce di una maggiore sensibilità verso la coscienza femminile di vivere nel mondo. ha contribuito il fatto che moltissime autrici di romantasy siano loro stesse donne e abbiano riversato nei propri romanzi il loro sentire individuale sul tema. forse è proprio per questo che il romantasy ha tanti detrattori: è un genere considerato "da femmine", quindi triviale in modo intrinseco. così è stato, del resto, per tutti i passatempi considerati esclusiva prerogativa femminile. la verità è che il romantasy è bistrattato perché piace tanto alle donne e le fa sentire, almeno per il tempo di una lettura, perfettamente in grado di scegliere con consapevolezza ogni aspetto della propria vita, come le eroine dei romanzi che amano. e - chissà - magari potrebbe spingerle a fare quelle scelte nel mondo reale.
alcune critiche
finora ho parlato come se difendessi a spada tratta il romantasy da ogni sorta di attacco esterno. tuttavia, nemmeno uno dei generi che personalmente preferisco può essere esente da alcune critiche necessarie.
- l'eccessiva generalizzazione: l'estetica mitica dei romantasy è suggestiva e piacevole, ma manca di un requisito a mio avviso fondamentale per ottenere un romanzo davvero riuscito, ossia l'unicità della cornice culturale e geografica. tolkien ha inventato un mondo parallelo al nostro e definito in ogni singolo dettaglio, in modo quasi maniacale. invece, la maggior parte dei romantasy si mantiene sulla superficie e ambienta le storie in un mondo magico dal nome non troppo originale e fin troppo simile al nostro. al più, ricorrono elementi di una genericità imbarazzante, come: castelli dai particolari a volte gotici, a volte moderni; villaggi in cui i personaggi sono NPC che fanno da contorno alla storia dei protagonisti; pochissime creature magiche definite in dettaglio nella loro specificità.
- il monomito fantastico: tutto ciò che ho detto riduce la complessità delle mitologie da cui i romantasy pur attingono a piene mani a una sorta di mito unico e impreciso. ad esempio, se i protagonisti sono delle fate - una volta esseri temuti nel folklore anglosassone -, allora presentano tutti la fisionomia di un essere umano bellissimo, con le orecchie e a punta e magari le ali (a scomparsa), ma nessuno dei tratti originari del cosiddetto "piccolo popolo". nei romantasy meno riusciti se non ci fosse qua e là qualche elemento fantastico, la storia potrebbe benissimo essere un romanzo rosa ambientato in una città contemporanea;
- la piattezza e la ripetizione: la superficialità nell'approfondire una specifica mitologia e la tendenza a ridurre tutto a una sorta di monomito, fanno sì che ci siano ben pochi romantasy originali nel vero senso della parola. ci sono interi filoni del genere dedicati a fate, angeli, vampiri e sirene e la maggior parte di essi non presenta elementi di novità significativi. l'effetto è quello di leggere lo stesso libro in più nuances - cosa che, a seconda del lettore, può suscitare un senso di profondo fastidio ovvero di comfort e consapevolezza di ricapitare sempre nel proprio "luogo di relax mentale". con una precisazione: come ho detto prima, non tutti i libri devono essere una performance intellettuale estrema, ma sarebbe gradito ricordarsi la trama di un libro, senza dimenticarla cinque secondi dopo che l'hai terminato. siamo già fin troppo abituati a questa sensazione, con tutti i contenuti di breve durata che ci vengono sparati addosso sui social. almeno la letteratura dovrebbe uscire da questa spirale di indifferenza culturale.
e alcune apologie
dopo la critica pesante è bene anche fare qualche considerazione e lasciare qualche elemento di riflessione. per quanto il romantasy sia un genere definito dalle case editrici che vogliono i nostri soldini e per quanto i suoi contenuti siano spesso ripetitivi e superficiali, l'importanza di questo genere nella cultura contemporanea è innegabile. lungi dall'essere un trend come molti altri, credo che la popolarità dei romantasy sarà longeva, sinché, prima o poi, non si trasformerà in qualcos'altro, come avviene spesso nell'ambito della letteratura, che si adegua ai cambiamenti sociali delle epoche e li accompagna. personalmente, io sono una fan del genere, ma moralmente divisa: ho letto molti romantasy, ma posso dire che me ne siano piaciuti davvero pochi. ritengo, però, che la mia stima nei confronti delle autrici, soprattutto di quelle dei romantasy più famosi, come sarah j maas e stephanie garber, sia sincera: i loro romanzi mi hanno riavvicinato alla lettura in età adulta, quando ormai, per lavoro e studio, l'avevo tristemente relegata in un angolo. si potrebbe dire che sono state il trampolino di lancio verso la passione rinnovata per la lettura in generale, campo che per me spazia dalla saggistica alla filosofia ai substack agli articoli di giornale. inoltre, leggere romanzi in cui la protagonista è una giovane donna circa della mia età ha fatto sì che mi sentissi rappresentata in un mondo che alle giovani donne non dà tante opportunità quante ne dà ad altre categorie sociali e anagrafiche. è stata una specie di rivalsa sociale e personale, che ha aumentato la consapevolezza del mio agire nel mondo. magari non diventerò la regina di qualche mondo fantastico e non sposerò una fata alta due metri con la mascella squadrata, ma la mia agency sulla terra è pari a quella di qualsiasi eroina di un racconto d'amore e d'avventura.